Consulenze in Studio dal 4 maggio 2020 | Indicazioni a seguito del DPCM 26.04.2020


Secondo quanto disposto dall’art.1, c.1, lett. ii del D.P.C.M. 26/04/2020 non è prevista in generale la chiusura dell’attività professionale psicologica (codice Ateco 86) e restano le disposizioni in materia di attività di consulenza in studio raccomandata nei casi di urgenza, in quanto:

ii) in ordine alle attivita' professionali si raccomanda che: 
      a) sia attuato il massimo utilizzo di modalita' di lavoro agile
per le attivita' che possono essere svolte al proprio domicilio o  in
modalita' a distanza; 
      b) siano incentivate le ferie e  i  congedi  retribuiti  per  i
dipendenti nonche' gli altri strumenti previsti dalla  contrattazione
collettiva; 
      c) siano  assunti  protocolli  di  sicurezza  anti-contagio  e,
laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale  di
un metro come principale misura  di  contenimento,  con  adozione  di
strumenti di protezione individuale; 
      d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei  luoghi
di lavoro, anche utilizzando  a  tal  fine  forme  di  ammortizzatori
sociali;

Infatti le strutture sanitarie private, ivi compresi gli studi, possono continuare ad operare e a erogare i propri servizi esclusivamente per le prestazioni che i professionisti giudichino non rinviabili e urgenti, sempre previo appuntamento, pianificando le prestazioni in modo da evitare la permanenza dei clienti nelle sale d’attesa.

Ogni professionista deve valutare attentamente l’effettiva urgenza e inderogabilità della prestazione in presenza, attenendosi alle norme igieniche indicate dal Ministero della Salute. Si ricorda che “Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.” Art.3 del Codice Deontologico.

SPOSTAMENTI TRA COMUNI E TRA REGIONI

Sono autorizzati gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative e motivi di salute, pertanto dal 4 maggio gli spostamenti dei professionisti (anche nel caso di studi fuori regione) rientrano tra le esigenze lavorative e gli spostamenti dei pazienti tra i motivi di salute (anche fuori regione) che legittimano gli spostamenti.
Il rientro alla propria abitazione è sempre consentito.

A tale proposito ricordiamo ai professionisti:

  • di dotarsi sempre di autocertificazione
  • di portare con sé il tesserino dell’ordine (l’iscrizione è comunque dimostrabile anche attraverso l’albo online sul sito dell’ordine, accedendo con lo smartphone)
  • di ricordare ai pazienti che nella loro autocertificazione possono indicare come motivo dello spostamento l’appuntamento con un professionista sanitario per motivi di salute
  • di fornire ai pazienti che ne facessero richiesta una attestazione del luogo/orario dell’appuntamento
  • di richiedere ai pazienti un’autorizzazione scritta a fornire riscontro alle autorità competenti dell’avvenuta prestazione, nel caso si venga interpellati da quest’ultime per verificare la veridicità di quanto dichiarato nell’autocertificazione

INDICAZIONI IGIENICO/SANITARIE DA SEGUIRE

Le Autorità non hanno predisposto protocolli specifici per l’attività dello Psicologo, quindi per l’emissione delle seguenti indicazioni si può fare riferimento alle istruzioni dell’ISS relative agli ambulatori medici – pur consapevoli delle differenze tra le attività mediche e quelle psicologiche – come forma di maggior tutela per pazienti e professionisti.
Si indicano di seguito alcune norme igieniche in base a quanto indicato dalle norme sopra richiamate, dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità (di seguito ISS):

Distanziamento sociale

  1. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  2. Tenere una distanza di almeno 1-2 metri durante i colloqui.
  3. Evitare abbracci e strette di mano.
  4. Scaglionare attentamente gli appuntamenti e pianificare gli accessi allo studio e sala di attesa: i professionisti si attengono scrupolosamente ai protocolli di sicurezza anti-contagio, garantiscono l’accesso di un solo paziente per volta e sono tenuti ad avvalersi di strumenti di protezione individuale (DPI). Fissare gli appuntamenti – anche coordinandosi con eventuali gli altri professionisti dello studio – in modo da evitare che i pazienti si incontrino, inoltre se lo studio è dotato di una sala di aspetto, distanziare le sedie e le poltrone. Valutare la necessità di distanziare gli appuntamenti per avere il tempo di sanificare gli oggetti di maggior uso (maniglie, interruttori, sedie, ecc).
  5. Per casi straordinari in cui il paziente necessiti di assistenza o accompagnamento (ad esempio nel caso di minori), limitare l’accesso a un solo accompagnatore.
  6. Può essere utile esporre all’ingresso dello studio informazioni chiare per l’accesso agli ambienti.

Norme igienico-sanitarie

  1. Frequente lavaggio e la disinfezione delle mani: è opportuno che professionisti e pazienti si lavino le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone, per almeno 40-60 secondi. Invitate i pazienti a lavarsi le mani quando entrano e quando escono dallo studio. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol. Può essere utile mettere a disposizione dei pazienti e all’interno dello studio l’opuscolo realizzato dal Ministero della Salute per il corretto lavaggio delle mani: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_340_allegato.pdf
  2. Starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie. È importante effettuare un adeguato smaltimento dei fazzoletti di carta usati, seguito dall’immediato lavaggio delle mani dopo la tosse/ starnuti.
  3. Utilizzare la mascherine chirurgiche e altri dispositivi di protezione individuale (DPI): qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, camici) conformi, per professionisti e  pazienti (clicca QUI per consultare le note tecniche sulle mascherine chirurgiche).
    Qualora ci si senta in difficoltà a svolgere la prestazione professionale indossando la mascherina è tassativo mantenere il distanziamento sociale.
    La mascherina va indossata correttamente e quindi vanno fornite istruzioni adeguate su come indossarla ai propri pazienti (clicca QUI per consultare le istruzioni del Ministero della Salute sull’utilizzo delle mascherine chirurgiche).
  4. Si raccomanda di sospendere totalmente l’attività in caso di presenza di sintomi simil-influenzali (febbre superiore a 37,5 °C, tosse, raffreddore, mal di gola, difficoltà respiratoria, malessere).

Dotazioni

  1. Tenere a disposizione un dispenser di soluzione igienizzante idroalcolica, da far usare ai pazienti prima della manipolazione di test, materiali diagnostici, giochi per bambini se dovranno essere essere poi usati da altri. Valutare come comunicare in modo sereno la richiesta di farne uso.
  2. Consigliamo anche di tenere a disposizione dei pazienti confezioni di fazzoletti “a strappo” (quelli in scatola di cartone che, per essere presi non richiedono di toccare la confezione).
  3. Se nella sala d’aspetto ci sono giochi/libri/giornali per l’intrattenimento dei clienti considerare l’idea di rimuoverli o di esporre un cartello con la richiesta di non toccarli.

Pulizia degli spazi e gestione degli ambienti

  1. Valutare l’opportunità di sanificare i luoghi di lavoro mediante società specializzate, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali, come previste dal decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 (“ai soggetti esercenti attivita’ d’impresa,  arte  o  professione  e’ riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020,  un  credito  d’imposta, nella misura del 50 per cento  delle  spese  di  sanificazione  degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino  ad un massimo di  000  euro  per  ciascun  beneficiario,  nel  limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.”).
  2. Pulire e sanificare regolarmente le superfici di lavoro e sanitarie dello studio con disinfettanti adeguati: le pulizie quotidiane degli ambienti/aree, devono riguardare le superfici toccate più di frequente (es. porte, maniglie, finestre, vetri, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, tasti, tastiere, telecomandi, stampanti), utilizzando disinfettanti a base alcolica sia prodotti a base di cloro. Cliccando QUI si possono consultare le indicazioni del Ministero della Salute sui detergenti da utilizzare.
  3. Arieggiare regolarmente i locali e ricambio d’aria: è opportuno cambiare aria tra ogni appuntamento o – se possibile – effettuare le prestazioni con le finestre aperte se ciò non compromette privacy e svolgimento delle prestazioni. l’ISS consiglia, preferibilmente, di aprire quelle finestre e quei balconi che si affacciano sulle strade meno trafficate e durante i periodi di minore passaggio di mezzi (soprattutto quando l’edificio è in una zona trafficata).
  4. Negli edifici dotati di impianti di riscaldamento/raffrescamento (es. pompe di calore, fancoil, o termoconvettori), tenere spenti gli impianti per evitare che, il possibile ricircolo del virus in aria. Se non è possibile tenere fermi gli impianti, pulire settimanalmente in base alle indicazioni fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere bassi i livelli di filtrazione/rimozione adeguati.

Considerate le continue evoluzioni normative sull’emergenza sanitaria da COVID-19, le indicazioni di sopra riportate sono soggette ad aggiornamenti.
Le indicazioni fornite dall’Ordine Psicologi Calabria non possono essere esaustive di tutte le fattispecie possibili, pertanto in caso di dubbio ti invitiamo a conformarti al senso generale delle norme che hanno come scopo principale la diminuzione dei contagi attraverso l’utilizzo delle prestazioni a distanza, il distanziamento sociale e l’uso di dispositivi di protezione individuale laddove il distanziamento o la frequentazione dello studio non garantisca sufficiente sicurezza per professionisti o pazienti.

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